Quali sono i problemi che un viaggiatore gay deve affrontare?

Lo sapevi che viaggiare per una persona gay può essere un problema? Beh, se la risposta è affermativa è perché probabilmente fai anche tu parte della comunità LGBTQI+ o sei sensibile a queste tematiche. Se invece la risposta è negativa allora qui proviamo a spiegare perché.

Di quali problemi stiamo parlando? Certamente non dimenticare il passaporto a casa o perdere un volo, ma di problemi reali che possono incidere sulla qualità di un viaggio, quegli stessi problemi che per molte coppie eterosessuali non rappresentano un problema.

A volte essere dei viaggiatori gay richiede una precauzione in più, anche se per poco tempo, ci troviamo a perdere letteralmente del tempo a organizzare non solo la vacanza ma anche a capire se in una determinata meta possono esserci problemi legati al fatto di essere due ragazzi sposati.

NOTA: Per i viaggiatori etero che leggeranno questo post, a breve scriveremo un post dedicato a come essere dei bravi alleati; per i viaggiatori gay invece… beh sappiate che non siete soli.

Scegliere una destinazione gay friendly

Il primo problema di un viaggiatore gay è proprio questo. In un mondo in cui in oltre 60 paesi è reato essere gay la scelta di una destinazione gay-friendly è fondamentale. Ci sono alcuni stati che più di altri sono ostili nei confronti delle persone LGBT. Un po’ per una cultura che non ha fatto tanti passi in avanti, un po’ per scelte religiose ferree. Sta di fatto che in questi paesi è meglio non andarci… almeno fin quando non cambieranno le cose.

Capire se ha senso boicottare i paesi non gay friendly

Se scegliere una destinazione gay friendly è una delle nostre priorità quando viaggiamo, capire se boicottarne una che non rispetta i diritti delle persone LGBT è una decisione complessa che va ponderata bene. Al mondo ci sono 196 paesi (riconosciuti) e il fatto di essere una coppia gay unita civilmente influenza il nostro modo di vedere questi paesi e anche il modo in cui questi paesi potrebbero (potenzialmente) accoglierci. Quello che ci domandiamo ogni volta è:

  • Dovremmo visitare solo paesi in cui siamo protetti e riconosciuti dalle leggi locali?
  • Dovremmo spendere i nostri soldi da bravi turisti occidentali in paesi in cui non siamo i benvenuti dal governo locale?

Queste domande sono quelle che, in modo molto approssimativo, ci poniamo. Ma andando ad analizzare la questione più a fondo, le persone non sono il loro governo e scegliere di visitare paesi non gay friendly potrebbe essere l’occasione giusta per aiutare realtà gay locali, che sopravvivono in un Paese omofobo.

 

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Conoscere la reale situazione della comunità LGBT locale

Questo punto è strettamente collegato con il precedente. Conoscere la situazione reale della comunità LGBT può essere determinante per capire se vale la pena o meno visitare un paese non gay friendly. Le Filippine ad esempio non sono un paese dichiaratamente gay friendly, eppure in questo paese, a nessuno verrebbe in mente di giudicare o mettere i bastoni fra le ruote a una persona per il suo orientamento sessuale. Si può dire la stessa cosa di altre destinazioni come Egitto o Iran?

Trovare un volo

Sembra banale, ma anche trovare un volo può rappresentare un problema. Non per noi, ma per le persone transgender. Alcuni viaggiatori LGBT scelgono voli con trasferimenti attraverso aeroporti in cui non c’è rischio di essere arrestati, bloccati o dover rispondere a domande invasive.

Vi ricordate la notizia di qualche tempo fa delle ragazze trans che avevano avuto problemi in Egitto? Non sono le prime e di certo non saranno le ultime ad aver problemi di questo tipo soprattutto in paesi in cui un passaporto discordante può rappresentare un problema.

Volo in ritardo rimborso

Chiedere un letto matrimoniale

Per molte coppie gay chiedere un letto matrimoniale in fase di prenotazione può rappresentare un problema. Nella maggior parte dei casi, se il Paese che si visita non è gay friendly, ti verrà chiesto se si tratta di un errore e se si vogliono dei letti singoli. A questo punto come ci si dovrebbe comportare?

Camminare mano per la mano

Camminare mano per la mano dovrebbe essere la cosa più naturale e automatica del mondo. Non dovrebbe rappresentare un problema, eppure a volte camminare “da amici” è questione di sopravvivenza.

Non darsi un abbraccio quando invece è l’unica cosa che conta

L’ultima forse è quella che a ogni viaggiatore gay in coppia fa più male. Ci sono alcune giornate che partono col piede sbagliato e che semplicemente non vanno come vorresti. Possono capitare tanto a casa quanto in viaggio e quando capitano in viaggio… beh o te ne freghi, oppure mandi giù il boccone amaro e aspetti di essere fra le 4 mura della tua camera d’albergo per dare quell’abbraccio.

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