Viaggiare in Romania è sicuro per un viaggiatore gay?

La Romania, membro dell’Unione Europea dal 2007, è un paese in forte sviluppo che non vede l’ora di essere scoperto e rivalutato. Visitare la Romania è un’esperienza unica, perché si può avvertire un certo fermento e una voglia incredibile di essere parte dell’Europa, accogliendo sempre più visitatori nel proprio paese. Ma la Romania è ugualmente accogliente con i viaggiatori gay?

Abbiamo visitato Bucharest e alcune parti della Transilvania andando alla scoperta della cultura rumena e della comunità LGBT locale cercando di rispondere a questa domanda. Recenti sondaggi posizionano ancora la Romania nei posti più bassi per accettazione dell’omosessualità, con solo il 36% della popolazione vorrebbe dare gli stessi diritti a omosessuali ed eterosessuali e per quanto l’omosessualità sia stata depenalizzata nel 1995, non sono stati fatti grossi passi avanti a livello culturale.

Diritti gay in Romania

La Romania, in quanto membro dell’Unione Europea, deve attenersi alle regole di base dell’Unione che consistono nella depenalizzazione dell’omosessualità, protezione dalla discriminazione sul lavoro in base all’orientamento sessuale e assicurare ila libera circolazione e il riconoscimento delle coppie gay riconosciute in altri paesi dell’UE.

La storia della comunità LGBT rumena però è molto travagliata. Sotto il regime di Nicolae Ceaușescu, l’articolo 200 criminalizzava l’omosessualità e riconosceva da 1 a 7 anni di carcere per chi fosse stato colto in flagranza di reato. L’omosessualità veniva vista come la figlia del capitalismo e per questo motivo andava resa illegale e perseguita. Dopo la caduta del regime l’articolo 200 fu modificato per dimostrare l’effettivo slancio della Romania di far parte dell’Unione Europea, ma solo nel 2001 fu completamente cancellato.

Da quel momento in poi, molto lentamente, la comunità LGBT ha cominciato a prendere e chiedere visibilità organizzando piccole manifestazioni e il Pride. Ma il più grande segnale di cambiamento c’è stato nel 2018, quando il referendum a favore della famiglia tradizionale che chiedeva di inserire in costituzione un divieto per le coppie dello stesso sesso di sposarsi è stato boicottato non raggiungendo il minimo del quorum.

Ma quindi la Romania è o no un paese gay-friendly?

Purtroppo non lo è ancora, anche se a livello legislativo l’omosessualità è legale e ci sono diverse leggi di protezione contro i discorsi d’odio e le discriminazioni. Bucharest e le maggiori città sono ovviamente più avanzate, ma le città più rurali sono arretrate dal punto di vista dell’accettazione. Basti pensare che a Bucharest, una città di quasi 2 milioni di abitanti, ci sono solo 3 locali gay.

Sarà molto improbabile vedere ragazzi baciarsi e passeggiare mano nella mano, mentre non farti trarre in inganno dalle ragazze che si tengono per mano perché culturalmente tra amiche ci si comporta in questo modo anche se si è eterosessuali. Noi ci siamo scambiati baci e abbracci senza problemi e non abbiamo mai avuto particolari problematiche in pubblico e in centro città, ma è sempre meglio prendere delle precauzioni.

Di contro i locali gay della città anche se piccoli sono molto vivi e la comunità LGBT locale non vede l’ora di incontrare nuove persone con cui chiacchierare e condividere qualche storia.

Quali sono le città gay-friendly?

La città con più vita gay di tutta la Romania è Bucharest, con qualche locale gay da frequentare, alcuni teatri di rivolta e il Pride in primavera, mentre ci sono dei locali gay anche a Sibiu e a Clij-Napoca, città che ospita anche il festival di cinema gay rumeno.

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