Arte gay al British Museum: alla scoperta della cultura LGBTQ a Londra

Avresti mai detto che proprio al British Museum puoi scoprire e approfondire storie e cultura LGBTQ di tutto il mondo? Ebbene, dopo una mostra tematica organizzata qualche anno fa, adesso al British Museum di Londra si può seguire un percorso incredibile tra storia e cultura gay di tanti popoli diversi attraverso le opere più importanti esposte nel museo.

Arte gay al British Museum: un po’ di storia LGBTQ

Il mondo in cui i desideri, l’amore e la diversità di genere sono stati espressi culturalmente è cambiato in modo significativo con l’evolversi della storia ovunque nel mondo. Dalle figure classiche del mondo romano come l’imperatore Adriano e il suo amante Antinoo ai rituali tribali di tanti popoli sud americani, il percorso segnato all’interno del British Museum, va alla scoperta di tutti quei cimeli e opere d’arte che raccontano come la cultura gay è sempre stata importante.

Il discobolo

Il lanciatore del disco (in latino “discobolus”) è la statua del bellissimo e giovane Giacinto, compagno del dio Apollo. Giacinto fu ucciso proprio da un disco lanciato dal suo amato. In una delle versioni del mito si dice che il dio del vento Zefiro, preso da un impeto di gelosia, soffiò sul disco di Apollo, facendo colpire in modo fatale Giacinto. Entro alcuni limiti, le relazioni tra uomini erano ben accette nell’antica Roma e Grecia, e per questo motivo la mitologia è piena di storie d’amore da persone dello stesso sesso. Sempre scolpite con fisici muscolosi e aitanti, la bellezza del corpo era la prova di virtù e moralità e per questo motivo le sculture di dei e personaggi mitologici erano rappresentate in questo modo.

  • La statua si trova nella stanza numero 1

La scatola Maori dei tesori

I Maori di alto rango avevano scatole il legno in cui conservare oggetti preziosi e ornamenti utilizzati per impreziosire i capelli. Queste scatole in legno venivano passate da padre a figlio e sono tutte decorate con figure femminili e maschili mescolate tra di loro. Ma questa scatola in particolare mostra un volto maschile con un pene in bocca, mentre la lingua e allungata verso una vagina posizionata accanto. Anche se nel Pacifico le relazioni tra persone dello stesso sesso non sono mai state troppo in vista, diversi esploratori europei hanno scritto di pratiche sessuali comuni tra uomini nella regione a est del pacifico.

  • La statua si trova nella stanza numero 1

Gender fluidity in Mesopotamia

A vederlo sembra un semplice bassorilievo, e invece l’opera in argilla della dea Ishtar rappresenta un vero e proprio tributo alla fluidità di genere. Perchè? Ishtar era venerata e pregata per il suo potere di poter assegnare e cambiare l’identità di genere facendo diventare uomini in donne e viceversa.

  • Il bassorilievo si trova nella stanza numero 56

Desideri sessuali nell’Antico Egitto

Ci sono diverse evidenze che dimostrano come gli egiziani riconoscessero l’esistenza di relazioni e sesso tra persone dello stesso sesso, come il racconto di Re Pepy II, conosciuto per la sua relazione con il generale. Tra i tanti ritrovamenti, che però raramente sono espliciti come altre forme artistiche, c’è una stele conservata nella stanza 61 che mostra i due architetti Hor e Suty. Questi due uomini progettarono il tempio di Amun a Luxor e diversi studi accertano che fossero una coppia.

  • La stele si trova nella stanza numero 61

Scopri più curiosità sulla storia gay segreta dell’antico Egitto. 

La coppa di Warren

Questa coppa in argento è un preziosissimo cimelio che per tanti anni è rimasto nascosto e invenduto. Ritrovato vicino Gerusalemme all’inizio del 1900, la coppa fu acquistata dal collezionista americano Edward Perry Warren ed è decorata con un bassorilievo di un uomo adulto mentre fa sesso con un ragazzo più giovano. Nell’antica Roma e in Grecia, relazioni tra uomini adulti e ragazzi più giovani erano comuni e accettati. La coppa però rimase per molti anni nella collezione privata di Warren. Essendo l’omosessualità illegale nel Regno Unito, fu molto difficile trovare un acquirente, fino a quando nel 1999 fu acquistata dal British Museum che la espose immediatamente.

  • La coppa si trova nella stanza numero 70

Busto di Adriano e Antinoo

La concezione romana di sessualità era molto diversa da quella contemporanea. Gli uomini romani potevano scegliere i loro partner sessuali senza distinzione di genere, la cosa importante era rimanere dominante, sia socialmente che sessualmente. L’imperatore Adriano aveva 40 anni circa quando incontro Antinoo che divenne il suo giovane amore. Durante una crociera sul Nilo in Egitto, Antinoo morì in circostanze non del tutto certe, e l’imperatore Adriano crollò in un baratro di depressione e tristezza come mai si era visto con nessun altro imperatore. Fu Adriano a rendere Antinoo quasi un culto, facendo realizzare statue da mostrare in tutto l’impero romano e creando memoriali pubblici.

  • I due busti si trovano nella stanza numero 70

 

Foto principale di Ashley Van Haeften utilizzata in base ai termini della licenza CC
Foto del Discobolo di Carole Raddato utilizzata in base ai termini della licenza CC
Foto di Adriano e Antinoo di SanGavinoEN utilizzata in base ai termini della licenza CC

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