La risposta definitiva alla domanda “Ma perché voi gay vi autoghettizzate?”

Quante volte hai sentito dire questa frase, o magari sei stato proprio tu a pensarla? Per quanto il titolo di questo articolo possa sembrare provocatorio, non siamo impazziti, anzi, intendiamo proprio rispondere in modo preciso e motivato a questa domanda.

Probabilmente sei finito in questo post perché avendo sentito parlare di gay street, hotel gay, viaggi gay e chi più ne ha più ne metta, avrai pensato che questi sono tutti luoghi in cui i gay si ghettizzano, o meglio si autoghettizzano.

Sulla nostra pagina Facebook ci imbattiamo spesso in commenti in cui ci viene chiesto “Ma volete tanto l’uguaglianza e poi andate nei locali solo per gay?”. Ecco, in questo post proviamo a darti una risposta.

Cosa vuol dire ghettizzare?

Prima di affrontare l’argomento principale è però utile capire perché il verbo “auto-ghettizzare” non esiste, così come non esiste il verbo “ghettizzare” utilizzato in frasi come: I gay si ghettizzano da soli! 

Non l’abbiamo deciso noi, ma è tutto scritto nei libri di grammatica italiana. Il verbo ghettizzare, che significa emarginare, mettere nel ghetto, è un verbo transitivo; questo significa che per avere valore e significato ha bisogno di qualcuno che compia l’azione e qualcuno che la subisca.

“I gay si autoghettizano” di fatto non vuol dire nulla perché un gay può sentirsi ghettizzato, ma non ghettizzarsi. Di fatto nei quartieri gay, durante una vacanza gay o in un hotel gay, le persone LGBTQ+ ci vanno volontariamente e non ci sta nessuno che ci spedisce lì contro il nostro volere.

Ok, ho capito! Ma perché allora i gay si ghettizzano da soli?

Quello che per molti in ogni caso rappresenta un ghetto, per noi non è solo uno spazio ma è un luogo in cui avvertire un senso di comunità. E per comunità si intende proprio tutta la comunità LGBTQ+, ognuno con i suoi spazi, per esprimersi al meglio e trovarsi a proprio agio.

Questo non significa che tutti i gay sono belli e bravi. Al mondo esistono gay stronzi e gay fantastici, gay onesti e gay bugiardi. Ognuno con le sue peculiarità, esattamente come ogni altro essere umano sulla faccia della terra.

Il senso di comunità per chi è gay o in generale per chi fa parte del mondo LGBTQ+ è molto forte e da esterno potrebbe essere molto difficile da comprendere. Forse con qualche esempio si può comprendere meglio!

Ogni minoranza ha un forte senso di comunità e di unione. I locali gay non rappresentano la stessa cosa che rappresentano, per esempio, i ristoranti cinesi con menu scritto in cinese? Sono luoghi dove la minoranza si ritrova per passare ore piacevoli senza il giudizio esterno. E Milano (e in tutto il mondo) è piena di luoghi come questi… per fortuna!

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