Tutte le location di Crema dove è stato girato il film Oscar di Luca Guadagnino “Call Me By Your Name”

Crema, insieme ad altri luoghi del Cremasco, è la città dove è stato girato “Chiamami col tuo nome”, il film premio Oscar di Guadagnino. Anche se il libro da cui è tratto il film è ambientato in Liguria, Guadagnino si era innamorato talmente tanto innamorato della bellezza dei luoghi di questa zona da decidere di ambientare il racconto proprio qui. 

Itinerario di un giorno a Crema alla scoperta delle location di “Chiamami col tuo nome”

Mettiti subito sulle orme di Elio e Oliver per ripercorrere i luoghi del film premio Oscar “Call me by your name”. Puoi farlo in solitario, ma il comune di Crema offre un tour guidato a piedi o in bicicletta alla scoperta dei luoghi del centro città in cui sono state girate le scene del film, esplorando tutti i punti di interesse legati al film. Seguendo i luoghi di Elio e Oliver verrà naturale innamorarsi di Crema e delle sue bellezze nascoste e gentili. L’itinerario si snoda in sette tappe urbane.

Il bar in piazza Duomo

  • Oliver: “Che si fa da queste parti?” 
  • Elio: “Si aspetta che finisca l’estate.” 

L’immagine di Elio ed Oliver seduti al tavolino, intenti a chiacchierare, è divenuta icona del film. Qui, Oliver gli chiede in che modo trascorre le vacanze ed Elio risponde che è solito leggere libri, trascrivere musica e fare il bagno al fiume. In una cornice rilassata e quasi lasciva, con un trittico di azioni che omaggiano lo svago e il tempo libero, Elio tratteggia con poche parole il ritmo dilatato dell’estate a Crema.

Venire qui in estate vuol dire scoprire questo Chi vive la città d’estate può facilmente rivedersi in queste parole; nelle ore più calde della giornata le vie del Duomo sono tranquille e silenziose, gli antichi palazzi dei nobili cremaschi e veneziani incorniciano strade e vicoletti silenti che ad una certa ora si popolano di passanti, usciti per “farsi una vasca” e prendersi un gelato. Fermati al tavolino in cui Elio e Oliver erano seduti e goditi il momento. E’ stato ricreato lo stesso identico set usato nel film per poter fare un tuffo nella Crema degli anni ‘80. Da qui goditi però anche la piazza con la Cattedrale in stile gotico cistercense e il Palazzo Comunale. 

Adesso spostati verso una nuova tappa, tanto famosa come il bar. Percorri il porticato a bordo piazza in direzione opposta al Duomo e raggiungi l’edicola storica. 

L’edicola di piazza Duomo sotto il porticato

In questo angolo della città si svolge una scena importante del film, che segna un punto di svolta nella storia d’amore tra Oliver e Elio. I due protagonisti hanno manifestato nelle scene precedenti il sentimento che provano l’un l’altro. Elio, più giovane e puro, gestisce questa pulsione nella maniera tipica di chi è alle prime armi, ovvero con timida insicurezza. 

Ha appena raggiunto Oliver nel suo giro di commissioni per il centro e, come lo vede, si interroga se sia stata una buona idea andargli incontro. Elio si sente vulnerabile, perché sa inconsciamente di avere tra le mani qualcosa di inestimabile valore. Non sa come muoversi, ha paura di essere pressante. Così, si rivolge ad Oliver per trovare conferma: “Sei contento che io sia venuto?”. 

ll volto felice e sorpreso di Oliver è sufficiente a ridare fiducia al ragazzo. L’affetto corrisposto si palesa qualche istante dopo, quando, al riparo da sguardi indiscreti, fiancheggiando il vicolo Marazzi, i due passeggiano sfiorandosi la mano. 

Ora che sei giunto davanti all’edicola e hai sfiorato l’eccitazione e l’ansia che hanno attanagliato Elio, perché non segui il loro stesso percorso, tagliando giù per vicolo Marazzi, passando di fronte al portone di vernice scrostata dove i due hanno trovato riparo per scambiarsi veloci effusioni?

Curiosità dal set. Mentre i due protagonisti passeggiano tra i due luoghi sopra descritti, alle spalle di Oliver si intravede un uomo intento a scegliere un giornale. Il figurante è il titolare di un ristorante di Crema dove Luca Guadagnino, Timothée ed Armie hanno spesso cenato. La figlia del ristoratore durante il periodo delle riprese ha trascorso parecchio tempo con gli attori, introducendoli alle abitudini cremasche, così lontane dalle loro vite hollywoodiane. 

Vicolo Marazzi

Sotto le volte di questa stradina sono state girate altre scene del film. Ad un certo punto della storia i tormenti di Elio cominciano a prendere forma: vorrebbe andare oltre al semplice flirt con Oliver, ma il ragazzo si mostra scostante e impenetrabile. Così, un po’ per divertissement, un po’ per esplorare la propria affettività, Elio comincia a frequentare una ragazza di nome Marzia, la quale s’infatua presto di lui. Ai piedi del torrazzo, le regala un libro di poesie, poi i due s’incamminano per il vicolo; la macchina da presa li precede, inquadrando questo scorcio di città.

La via prende il nome da Palazzo Marazzi che ha la sua entrata pedonale proprio nel vicolo. ll Palazzo, già di proprietà della famiglia Vimercati, fu lasciato nel 1422 in eredità ai frati di Sant’Agostino perché vi fondassero il loro convento, che venne tuttavia eretto in un altro luogo della città. Nei secoli successivi fu dimora di altre nobili famiglie veneziane, fino a quando nella seconda metà del Settecento si assisté al decadimento dello stabile, che venne via via destinato ai disparati usi (funse da osteria, albergo e stazione di diligenze). Si racconta inoltre che a Palazzo Marazzi abbia soggiornato il famoso commediografo Carlo Goldoni, facendo tappa nella città durante un periodo travagliato della sua vita.

Ora percorri la via, viaggiatore ramingo, e soffermati ad osservare la cancellata in ferro battuto; guarda un pochino oltre e troverai il cortile interno del Palazzo. Immaginalo di sera; sopra di te un cielo stellato. Il cortile che si staglia di fronte si popola improvvisamente di persone vestite a festa; sono giunti là per godersi i concerti di musica classica che i conti Marazzi organizzavano tutte le estati, instaurando una tradizione che ha segnato indelebilmente la memoria della città.

Vedi il palazzo che costeggia il lato sinistro del vicolo? Si chiama Palazzo Donati, ed è stata la sede storica della famiglia Benzoni, Signori della città. Questa dimora ospitò Francesco Bernardino Visconti, figura resa involontariamente celebre dal Manzoni, il quale ne trasse ispirazione per la costruzione del personaggio dell’Innominato.

Passo passo sei giunto al culmine di vicolo Marazzi, attraversalo e ti ritroverai in piazza Trento e Trieste. Eccola, la quarta tappa del tour, una piccola deviazione rispetto al giro stretto delle location.

Piazza Trento e Trieste

La Piazza non compare nella pellicola di Guadagnino ma merita comunque una sosta, sia per la bellezza degli edifici che la circondano, sia perché indirettamente coinvolta nella riuscita del film. 

L’edificio sulla sinistra, ex chiesa domenicana con annesso convento, è oggi sede del Teatro cittadino, organizzato e gestito dalla Fondazione San Domenico. La chiesa risale al 1471 ed è caratterizzata da linee semplici e materiali poveri, come stabiliva la regola dei frati domenicani.

Il Teatro, come anticipato, ha riguardato la realizzazione del film solo in fase di preproduzione poiché qui si sono svolti i provini per scritturare le comparse del film. Tale è stata l’affluenza da parte dei cremaschi che i selezionatori hanno deciso di raddoppiare le audizioni per permettere a più persone di vivere un momento hollywoodiano. 

Molti ragazzi cremaschi sono riusciti a strappare una piccola parte da figuranti, chi ha ottenuto di giocare a palla sullo sfondo della scena in villa Albergoni, chi di rimpinguare la piccola folla della scena della discoteca all’aperto (per l’occasione fu riallestito “il Cacao”, storico locale anni Ottanta).

Il colonnato del Mercato Austroungarico sorse in questa piazza nel 1842 per omaggiare, con il suo imponente stile neoclassico, la visita a Crema dell’imperatore Francesco I d’Austria. La struttura accolse dapprima i commercianti di lini e granaglie, poi quelli di frutta e verdura. Oggi è sede di un mercatino dell’antiquariato che si tiene l’ultima domenica di ogni mese.

Via Buso

Costeggia il colonnato sul lato corto del Mercato Austroungarico e vedrai sulla tua destra una piccola chiesetta di mattoni a vista. È la chiesa di Santo Spirito e Santa Maddalena progettata da De Fondulis, esempio di stile rinascimentale bramantesco. A fianco all’oratorio si apre un piccolo cortile, sede di un Ospedalino che risale al 1200.

Gira l’angolo e fermati a lato della chiesa, quello che affaccia su via Buso. Proprio nel punto in cui il muro fa una piccola rientranza, di fronte ad una porticina di legno, il regista ha ambientato una scena del film. 

Se prosegui dritto attraverserai via Buso, una sinuosa e tranquilla stradina che termina con una dolce curva dalla cui parete fanno capolino le fronde rigogliose del civico 11. 

Palazzo Patrini – Premoli – Pozzali.

Ti trovi nel punto esatto dove via Buso si immette in piazza Premoli, tappa finale dell’itinerario cittadino. 

L’elegante ed austera facciata in cotto e il maestoso portale, ornato di un’aquila ad ali spiegate, sono gli elementi caratterizzanti Palazzo Patrini-Premoli-Pozzali, edificio di inizio Settecento. Il palazzo ospita l’appartamento del maestro Solci, il quale, tra l’altro, ha impartito lezioni di pianoforte a Timothée per poter interpretare le scene in cui il suo personaggio strimpella il piano.

Non lasciarti sfuggire il cedro gigante del Libano che svetta a lato di palazzo Patrini. I cremaschi sono particolarmente affezionati a questo albero secolare che completa maestosamente la piazza. Qui è stata girata la scena in cui Elio passeggia con Marzia: i due si fermano di fronte al portone di Palazzo Premoli, sedendosi sulla panchina di pietra bianca posta accanto all’ingresso dell’edificio. 

Alla scoperta di Crema

L’itinerario nella città di Crema termina con queste 7 tappe che ti possono far rivivere la storia d’amore tra Oliver ed Elio e la lunga e lenta estate cremasca. Torna verso il Duomo e perditi tra le vie della città gustando ogni aspetto di questo luogo: dall’ottimo caffè in torrefazione allo storico negozio di vinili di Sufjan Steven.

Itinerario di “Call me by your name” nel Cremasco

Crema non è l’unico luogo dove è stato girato “Chiamami col tuo nome”, ma a fare da sfondo alla relazione romantica tra Oliver e Oscar c’è anche tutta la zona del Cremasco che è ricca di scorci, boschi e fontanili ancora tutti da conoscere. Mettiti in sella a una bicicletta e esplora l’itinerario di “Chiamami col tuo nome” nelle location del Cremasco. 

L’articolo è stato realizzato in collaborazione con l’Assessorato al Turismo del Comune di Crema e con il sostegno di Regione Lombardia

Crediti foto: Foto realizzate da Anna Lopopolo, PaintedWords