Alla scoperta delle 7 meraviglie LGBTQ+ del mondo

Se hai già visto alcune delle 7 meraviglie del mondo moderno e non ti bastano, puoi sempre ampliare gli orizzonti e scoprire quei luoghi importanti per la storia (e il futuro) della comunità LGBTQ+. Alcuni luoghi nel mondo sono antichissimi e legati alla comunità LGBTQ+ da migliaia di anni, solo che la revisione storica e i libri d’arte non sono particolarmente interessati a parlarne.

Per questo motivo è importante visitare questi luoghi antichi e moderni, riscoprendo l’antichissima storia della comunità grazie a questi luoghi che potremmo chiamare le 7 meraviglie del mondo LGBTQ+ disseminate in ogni parte del globo.

Villa Adriana a Tivoli

L’imperatore Adriano è uno degli imperatori più conosciuti dell’Impero Romano e non è mai stato un segreto il suo orientamento sessuale. Infatti era risaputo che Adriano fosse gay o bisessuale. Infatti il suo più grande amore era un giovane ragazzo chiamato Antinoo di origini turche.

Adriano e Antinoo avevano una relazione pubblica, al punto da partire insieme per i tanti viaggi di potere intrapresi dall’Imperatore Adriano. In uno di questi viaggi, nel 130 A.C. , Adriano e Antinoo si trovavano in navigazione sul Nilo, e proprio qui Antinoo perse la vita annegando.

Adriano non si riprese mai dal lutto, facendo dichiarare Antinoo come un dio e nel luogo della sua morte costruì una città chiamata Antinopolis. Il culto del dio Antinoo si diffuse in tutto l’impero, e in diverse città vennero costruiti templi e coniate monete anche dopo la morte di Adriano.

I segreti della Villa Adriana

La villa di Adriano (o villa Adriana) a Tivoli è proprio la prima di queste 7 meraviglie del mondo LGBTQ+, perché questa immensa casa fu proprio creata per essere vissuta dalla coppia che apertamente viveva la propria relazione. Qui si possono vedere bagni, templi, teatri giardini e grotte dove Adriano e Antinoo passeggiavano e vivevano la loro storia. Ma tra tutti i luoghi di questa villa, quello più emozionante è il “canopo”, ovvero una grande vasca piena d’acqua circondata da statue di uomini di ogni corporatura e la statua di un coccodrillo a rappresentare le acque del fiume Nilo. Proprio a causa del il morso di un coccodrillo, prese la vita l’amato dell’Imperatore Adriano.

Questa villa è patrimonio dell’UNESCO ed è uno dei luoghi più belli da vedere nei dintorni di Roma.

Lo Stonewall Inn

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Lo Stonewall Inn a New York City potrebbe non sembrare un luogo antico come gli altri presenti in questo elenco, ma è uno dei più importanti per la storia della comunità LGBTQ+ contemporanea.

Non tutti sanno che lo Stonewall Inn originale non si trovava in Christopher Street dove è ora e non era nemmeno un bar gay. Il primo Stonewall Inn si trovava in un altra strada ed era una sala da tè con un retro in cui si potevano trovare anche alcolici. Dopo essersi spostato in Christopher Street, lo Stonewall Inn ha cambiato uso diverse volte fino a quando la Mafia, nel 1966 decise di investire in questa attività. La mafia aveva capito che la comunità gay avrebbe pagato tantissimo per un drink in un bar dove si sarebbero sentiti liberi di baciare e incontrare altri uomini apertamente, e mentre lo Stonewall Inn diventava il punto di riferimento della vita gay di NYC, la Mafia si occupava di limitare le irruzioni della polizia pagando mazzette.

Ma le mazzette non erano mai abbastanza perché di frequente la polizia faceva irruzione in questo bar, fino a quando il 28 giugno del 1968, alle 1.20 del mattino, l’irruzione della polizia allo Stonewall Inn non andò come sperato, ma vide per la prima volta la comunità LGBTQ+ reagire e manifestare. Il resto è storia.

Lo Stonewall Inn ora

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Dopo le rivolte e per gli anni a seguire, lo Stonewall Inn chiuse, diventando un negozio di bagel, poi un ristorante cinese e infine un negozio di scarpe. Ma con l’interesse sempre maggiore nella storia del movimento LGBTQ+, lo Stonewall Inn riaprì nuovamente tornando a essere quel bar dove tutto è iniziato, fino ad ottenere il riconoscimento di monumento nazionale americano.

Il tempio Khajuraho in India

Spesso la storia gay e le scene di omosessualità sono state cancellate e distrutte nel corso della storia, ma alcune di queste non possono essere eliminate perché sono incise nella pietra.

L’Induismo è probabilmente la religione più antica del mondo, ed ha celebrato l’omosessualità e la variazione di genere come qualcosa di assolutamente naturale, ed è una cosa che si può ancora vedere su uno dei patrimoni UNESCO in India più importanti.

Il gruppo dei templi induisti Khajuraho è stato edificato circa 1000 anni fa e l’intero complesso architettonico è decorato da statue e bassorilievi che mostrano il modo in cui gli induisti vivono la propria vita terrena e religiosa. E sono proprio queste decorazioni ad attirare tantissime persone, soprattutto quelle che mostrano attività tra persone dello stesso sesso. E per attività non si intende solo attività sessuale (solo il 10% delle decorazioni mostra atti sessuali), ma anche attività quotidiane perché l’omo, bi, trans e eterosessualità erano considerati orientamenti equiparati.

Alla scoperta dell’arte LGBT+ nei templi di Khajuraho

Le rappresentazioni sessuali sono molto esplicite, per esempio una scultura del tempio Kandariya Mahadeva dello stesso gruppo di costruzioni mostra un uomo che allunga la mano e tocca il pene in erezione di un altro uomo.

Sempre nello stesso tempio, è possibile vedere un’orgia con tre donne e un uomo, mentre nel tempio di Lakshmana c’è il bassorilievo di un uomo seduto mentre fa sesso orale con un altro uomo.

Purtroppo tutte le minoranze sessuali e i generi minori sono stati spazzati via dalla legge coloniale britannica e solo da pochi anni questa legge è stata cancellata riportando luce su tutti questi aspetti di vita sociale e religiosa nella cultura indiana.

L’isola di Lesbo in Grecia

L’isola greca di Lesbos è famosa per la poetessa nata qui di nome Saffo e sia l’isola sia la poetessa hanno dato vita ai termini utilizzati per le donne gay: ovvero lesbiche e amore saffico.

Saffo ha vissuto qui tra il 630 e il 570 A.C. e ha composto poemi dedicati all’amore fra donne che venivano letti accompagnati dalla musica della lira o dell’arpa e malgrado molti scritti siano andati persi, a distanza di 2500 anni, Saffo viene ancora considerata una delle più grandi poetesse mai esistite.

Alla scoperta di Lesbo o Lesbos

Anche quest’isola è patrimonio UNESCO ed è una vera e propria gemma tra le isole greche. La Lesbos moderna, chiamata più correttamente Lesvos, è conosciuta in tutto il mondo per la sue acque cristalline e per i borghi che sono rimasti intatti e mantengono l’autenticità greca.

Proprio per la sua storia e per aver dato il nome all’amore tra donne, quest’isola viene spesso visitata ed è mecca dei turisti LGBTQ+ di tutto il mondo. Una delle tappe preferite è una visita a Eresos, il luogo di nascita della poetessa Saffo.

Castro a San Francisco

Se Stonewall Inn è stato il luogo dove il movimento LGBTQ+ moderno è nato, il quartiere Castro a San Francisco è dove il movimento è cresciuto ed è cambiato.

Il residente di Castro più famoso è stato Harvey Milk, attivista LGBTQ+ che ha cambiato la storia degli Stati Uniti, diventando il primo politico apertamente gay in America. Ma il quartiere di Castro ha attirato la comunità queer ben prima di Harvey Milk.

L’intera zona era conosciuta come un quartiere gay già nel 1940. L’esercito e la marina militare americana nel corso degli anni congedò tantissimi militari proprio per via del loro orientamento sessuale, perché questo non era accettato dalla legge e dalle regole sociali, e molte di queste persone decisero di rimanere a San Francisco per crearsi una nuova vita.

Quando poi a partire dagli anni ’60 le famiglie cominciarono a spostarsi dal Castro ai quartieri periferici, appartamenti e spazi commerciali divennero accessibili per la comunità LGBTQ+. Il primo bar apertamente gay nacque proprio nel 1963, ma fu durante la Summer of Love e con l’arrivo degli hippies che Castro divenne ufficialmente il quartiere gay di San Francisco.

La crescita di Castro divenne continua fino agli anni ’80 quando l’AIDS frenò tutto, ma non disperse la comunità che cominciò a lottare per promuovere il sesso sicuro e i test.

Riconoscimenti del Castro

Castro fu ufficialmente dichiarato un distretto culturale LGBTQ nel 2019 con la realizzazione della Rainbow Honor Walk, ovvero una passeggiata interamente dedicata ai personaggi LGBTQ che hanno cambiato la storia. Differentemente da altri quartieri gay, il Castro non è cambiato e attrae ancora come un tempo visitatori e persone LGBTQ+ che qui possono trovare una seconda casa. Al momento a San Francisco si sta procedendo alla costruzione della Eagle Plaza, la prima piazza al mondo dedicata alla comunità leather-fetish.

Pompei, la città a luci rosse

Pompei è molto conosciuta per tantissimi motivi, ma raramente le guide e i libri di storia parlano della libertà sessuale che si poteva vivere in questa città. Completamente distrutta da un’eruzione nel 89, quando nel 1600 cominciarono gli scavi archeologici venne scoperto un intero mondo bloccato nel tempo e nascosto sotto la lava. Furono scoperte immagini di vita di ogni tipo, oltre che un quartiere a luci rosse pieno zeppo di immagini omo-erotiche.

Gran parte dei ritrovamenti furono portati nel museo archeologico di Napoli, ma vennero presto nascosti perché risultarono troppo osceni. Fortunatamente (ma molto lentamente) tutti i cimeli e le opere d’arte che rappresentavano scene erotiche, specialmente tra uomini, furono nuovamente esposte in quello che è chiamato il Gabinetto segreto tuttora visibile al Museo archeologico di Napoli, fra i luoghi più insoliti da visitare una volta a Napoli. La scultura più controversa è il satiro Pan intento a penetrare una capra.

Segreti e amori omosessuali a Pompei

Tra i tanti ritrovamenti tenuti segreti per anni ce ne sono due in particolare che colpiscono l’attenzione e mostrano come il sesso, specie tra uomini, era qualcosa di praticato senza particolari problemi.

Il primo sono le tante raffigurazioni del dio della fertilità Priapo. La leggenda narra che fu colpito da una maledizione mandata da Era che, gelosa di Priapo, lo rese un freak facendogli crescere dei genitali abnormi che difficilmente poteva coprire.

Il secondo ritrovamento è il calco conosciuto come “gli amanti”. Si può venere nella casa del Criptoportico e sono la sagoma di due persone abbracciate in un letto. Per anni si pensava fossero made e figlia ma l’analisi del DNA dei sue corpi ha dimostrato essere due uomini che durante l’eruzione erano probabilmente insieme nel letto e prima di morire si sono abbracciati per un eterno scambio d’amore.

Il tempio di Ananda in Myammar

Questa meraviglia che si trova in Myammar in realtà è collegata alla comunità transessuale thailandese e ora vedremo perché.

In Thailandia è la comunità transessuale, specialmente quella MtF è tra le più grandi al mondo ed è sicuramente una delle più inclusive dal punto di vista del ruolo sociale. In Thailandia i ragazzi in tenera età culturalmente esplorano giù l’appartenenza a un terzo genere e vengono chiamati comunemente kathoey. Se inizialmente questo termine veniva usato da tutte le persone che si identificavano in un’identità diversa da quella di nascita, a partire dagli anni ’70 venivano chiamati kathoey solo le persone che transitavano da un’identità maschile a quella femminile, oltre che i travestiti. Il numero davvero enorme di persone che cambiano sesso ha fatto in modo che la Thailandia diventasse il centro mondiale per la rassegnazione del sesso che qui è praticata con particolare facilità.

Ma dove nasce questo fenomeno? La cultura kathoey affonda le radici più di 2100 anni fa. Il Thailandia il buddismo professa che Ananda, cugino di Buddha e suo assistente, fosse nato trasgender in molte vite precedenti e questo perché avendo commesso qualcosa di inappropriato in un’altra vita, il suo spirito si è reincarnato in un corpo che non rispecchia la propria identità. E quindi anche le persone transessuali come Ananda, rinascono in un corpo che non rispecchia la propria identità di genere perché nella precedente vita hanno commesso qualcosa di sbagliato.

Il culto di Ananda

Se in Thailandia ci sono molti tempietti dove poter pregare e portare offerte ad Ananda, il più grande in assoluto è il tempio di Ananda in Myammar dove, malgrado la legislazione locale che considera l’omosessualità un reato, è possibile dedicare la visita al sito interamente a questa incredibile figura importante per la comunità transgender.

Il Tempio di Ananda è uno dei più importanti ed è stato costruito quasi 1000 anni fa.

Crediti:

Liberamente ispirato e tradotto dall’articolo pubblicato in inglese su Gay Star News