Viaggiatori e viaggi gay: cosa significa?

Di viaggi e vacanze gay e gay friendly si sente parlare sempre più spesso. Ci sono agenzie di viaggio specializzate, tour delle città (e anche visite alla scoperta dellarte gay nei Musei Vaticani) e hotel gay e gay friendly.

Cosa significa però essere viaggiatori gay? Può l’orientamento sessuale determinare e influenzare un viaggio? Essere gay ti permette di far parte di una grande comunità che nel tempo ha sviluppato una propria cultura. Questa ci identifica e ci spinge a cercare all’esterno quello che più ci rappresenta.

Per questo motivo, spesso le mete scelte da un viaggiatore gay sono influenzate dalle preferenze culturali, e anche sessuali. Noi, per esempio, che amiamo viaggiare indipendentemente dalla tipologia di esperienza, abbiamo scelto di visitare a Maspalomas perché è una meta gay molto conosciuta. Inoltre abbiamo deciso di visitarla proprio durante il Winter Pride per via della grande scelta di eventi e attività presenti in quella settimana.

Cosa significa viaggio gay?

“Viaggio gay” per noi significa viaggiare sapendo di non avere seccature e questo porta ad avere un approccio al viaggio più cosciente. Con una scelta di mete, per esempio, in cui noi che siamo sposati siamo i benvenuti.

Questo non significa che viaggiamo solo e soltanto per mete gay e capitali gay-friendly. Significa che nella scelta di una città o di un paese ci sono alcuni fattori sicuramente determinanti.

Vale la pena nascondere la propria omosessualità?

Il mondo è pieno di luoghi non sicuri se si è gay e scegliere di visitarli è una scelta che spetta a ognuno di noi. Possiamo tranquillamente decidere di visitare un paese in cui l’omosessualità è punita, per esempio organizzare un weekend di lusso e sfarzo negli Emirati Arabi. Prima di partire però ci chiediamo sempre: vale la pena nascondere il proprio orientamento sessuale per visitare un paese? Visitare una nuova città vale più del rispetto che abbiamo per noi stessi?

Ci sono poi posti, come nelle Filippine, dove essere gay è legale ma una parte della popolazione non è ancora culturalmente pronta. Ci è capitato ad esempio di andare a fare dei massaggi e sentirci chiedere dove fosse nostra moglie non appena si scorgeva la fede al dito. Avremmo tanto voluto fotografare la faccia delle massaggiatrici alla scoperta che non esiste una moglie ma un marito, e che quel marito non è un ladyboy. Ma in ogni caso spesso si è risolto il tutto con una risata o con una raffica di domande curiose.

Cosa pensare prima di scegliere una meta?

Abbiamo già scritto quali sono i fattori che per noi sono imprescindibili nella scelta di una meta, ma quali sono le cose che un viaggiatore gay dovrebbe chiedersi prima di partire?

  • Qual è la situazione dei diritti LGBT nel paese scelto?
  • Come si comportano le istituzioni nei confronti di attacchi omofobi?
  • Ci sono delle risorse disponibili che mi possono aiutare a pianificare il viaggio?
  • In paesi poco tolleranti, esistono hotel gay friendly dove dormire con il proprio compagno senza l’obbligo di letti separati?
  • Le effusioni in pubblico sono tollerate? Devo preoccuparmi se decido di tenere per mano mio marito?

Un aiuto per capire gran parte di queste cose è entrare in contatto con persone del posto. Noi lo facciamo grazie ai social. Attraverso il nostro profilo Instagram siamo in contatto con tanti ragazzi da tutto il mondo. Ad esempio un nostro contatto in Indonesia ci parla spesso della situazione gay nel suo paese, che non è sicuramente delle più semplici. Queste informazioni, oltre al piacere di conoscere persone nuove, ci aiutano a scegliere quali saranno le prossime mete. Perché dopotutto, vale davvero la pena spendere dei soldi in paesi in cui tu, in quanto gay, praticamente non esisti, o peggio non dovresti esistere?

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By | 2017-12-11T11:48:28+00:00 agosto 8th, 2017|News|0 Comments

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